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Il Progetto DAR si finanzia:
1. attraverso l’affido a distanza da parte di famiglie italiane (ma anche di
associazioni, enti, ditte o singoli individui) dei bambini ospiti degli
Internati, dei bambini ai quali è stata trovata una famiglia e dei bambini in
prevenzione. L’importo richiesto è di 260 Euro all’anno per 3 anni
2. Attraverso le offerte per l’acquisto dei beni materiali per sostenere le
famiglie indigenti e gli stessi Internati. Ad esempio:
• Con 50 Euro si offre un pacco famiglia per due mesi
• Con 100 Euro si paga tre mesi di affitto per una famiglia con 5 bambini
• Con 200 Euro si può sistemare l’abitazione fatiscente in un villaggio
3. Finanziando singole iniziative o programmi di sostegno particolarmente
impegnativi (micro-progetti). Ad esempio:
• Una mamma è immobilizzata a letto con un bambino di 5 anni in stato
semicomatoso. Per poter vivere insieme i due devono avere un’assistenza 24 ore
su 24. Il Progetto DAR stipendia 3 operatori a 30 Euro al mese cadauno per un
totale di 90 euro al mese ed inoltre realizza un programma di recupero (per
quanto possibile), sia per la mamma che per il bambino del costo di 60 Euro al
mese. A questo ovviamente si aggiunge il sostegno in viveri e materiale
sanitario
• Un bambino macrocefalo non poteva spostarsi autonomamente, con la carrozzina,
dentro la sua abitazione: l’intervento strutturale per consentirgli libertà di
movimento ha richiesto la spesa di 800 Euro, che si aggiungono al normale
programma di sostegno alla famiglia.
• Si sta mettendo in opera un programma di lotta all’alcolismo, piaga che
interessa gran parte delle famiglie in carico al Progetto DAR. Il Centro che si
occupa della disintossicazione e della cura delle persone alcolizzate ci ha
chiesto un intervento strutturale del costo preventivato in 1500 Euro per
adeguare i suoi ambulatori alle nuove esigenze.
• Ci sono genitori finiti in prigione, che hanno perso i diritti sui loro figli.
Quando escono, per riaverli devono dimostrare che si prenderanno cura di loro.
Il Progetto DAR sta cercando alloggi in prossimità degli internati da mettere a
disposizione dei genitori che in questo modo sono facilitati a riprendere e
mantenere i contatti con i loro figli e possono abbreviare il periodo di
separazione da essi. Un’abitazione decente in un villaggio, di legno, simile
come dimensioni alle baracche per terremotati (ma senza arredo) va dai 1000 ai
2000 Euro.
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